Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
Extrasensoriale trattazione di argomentazioni relative allo sconfinato universo delle percezioni extrasensoriali

Storia ancestrale del nostro Sistema Planetario - Dal pianeta Luce al salto quantico del 2012

Angelo Benelli

  2012_maya.jpg

E' stato ormai accertato da diversi anni che gli anelli di Saturno e i numerosissimi asteroidi che orbitano tra Marte e Giove apparterrebbero ai frammenti di un pianeta del nostro Sistema Solare che in tempi immemorabili subì la disintegrazione. Cosa effettivamente accadde e come ? Dagli archivi akaschici, la Grande Biblioteca dell'Universo leggiamo: ...In un remotissimo periodo storico, durante la fase edenica umana, ovvero all'ingresso delle Monadi nel corpo umano (l'Eden biblico), gli abitanti di Mallona, detto anche Maldek, (il pianeta Luce), trovandosi alla fine della quarta dimensione evolutiva erano ancora androgini. Tali prototipi umani governati dall’Elohim Lucifero, sebbene fossero uomini-angeli, quindi, si ribellarono alle Leggi della Creazione, vollero sfidare l’arte creativa divina ignorando tali leggi universali, manipolando l'Antimateria, quando ancora non erano del tutto coscienti scientificamente e spiritualmente per farlo. Tutto questo, scatenò nel loro mondo che già aveva densità di terza dimensione (come i loro veicoli corporei), l’autodistruzione delle energie elementali liberando esplosioni nucleari a catena, di fusione e fissione atomica, fino alla lacerazione totale del pianeta. I corpi degli uomini-angeli erano in quell'epoca costituiti da tre parti di astrale e una di materia, il contrario della nostra attuale evoluzione in quanto noi siamo costituiti da tre parti di materia e una di astrale (con il salto dimensionale del 2012 l’umanità terrestre riceverà una parte astrale in più che agevolerà la vita quadrimensionale e permetterà di modificare il male agendo con una coscienza diversa) la loro presenza era di luce raggiante.
Lo spirito reggente del pianeta Luce, l’Arcangelo Lucifero, spinse inoltre i suoi uomini-angeli, quelli che erano riusciti a fuggire trovando rifugio nei vicini pianeti, a disobbedire all’ordine genetico per l’evoluzione terrestre e li fece accoppiare con le figlie degli uomini. Da questa fase ebbero origine quelle due realtà che nelle antiche scritture venivano rappresentati dai due personaggi conosciuti  con il nome di Caino e di Abele.
La punizione per aver disubbidito alla legge divina fu quella di tornare indietro nell’evoluzione, precipitando in un mondo materiale involuto. Nel tempo persero tutte le loro facoltà divine, tecnologiche, scientifiche ed anche la loro androginità.
Per essere perdonato Lucifero cercherà di portare l’umanità terrestre alla perdizione, in modo così da far emergere la qualità. Questo è un compito affidato alle anime dannate affinché possano riscattarsi inducendo in tentazione le anime viventi in cammino verso la propria evoluzione.
Tutto questo è descritto anche nel libro sacro dei mussulmani: il Corano. E’ vero che questo testo è tanto discusso ultimamente, ma è altrettanto vero che tutte le religioni del mondo hanno i loro fondamenti di verità, anche se a volte si possono male interpretare le rivelazioni e per questo può succedere che qualcuno creda che Dio pretenda guerre e spargimenti di sangue in suo nome. Ma tutto ciò è ridicolo: come può Dio volere tutto ciò se egli, come ha confermato addirittura il pontefice, è Amore?
Dicendo questo vi leggo un passo del Corano in cui Lucifero, che nel Corano è chiamato Iblis, si ribella a Dio:

“Quando il tuo Signore disse agli angeli: “Ecco Io sto per creare un uomo di argilla e quando l’avrò plasmato e gli avrò infuso parte del mio spirito gettatevi a terra prostrati davanti a lui”. Gli angeli si prostrarono tutti insieme, eccetto Iblis che si gonfiò d’orgoglio e fu miscredente.
Dio gli disse: “Iblis, cosa ti ha impedito di prostrarti davanti a qualcosa che ho creato con le mie mani? Ti sei gonfiato d’orgoglio o gli sei davvero superiore?”.

Iblis rispose: “Sono migliore di lui perché Tu hai creato me dal fuoco e lui dall’argilla”. ”Via di qui” ordinò Dio “perché sei maledetto! Su di te graverà la Mia maledizione fino al giorno del giudizio”.
Allora Iblis: “Mio Signore concedimi una dilazione fino al giorno in cui gli uomini saranno risuscitati”.
“Ebbene” rispose Dio “sarai tra quelli cui è concessa un dilazione fino al giorno stabilito”.
Rispose Iblis: “Per la Tua potenza li sedurrò tutti quanti, eccetto quelli di loro che sono tuoi servi sinceri”.
Dio disse: “E’ la verità?” --Io dico la verità –“Riempirò la Geenna di te e di quelli che ti seguiranno tutti insieme”.

Da questo possiamo capire l’opera seduttrice dell’arcangelo Lucifero e di tutto il suo gruppo angelico. Lucifero era il rappresentante e capo patronimico di tutta una classe di uomini angeli e di spiriti del pianeta Luce. Era un Arcangelo che aveva posto il più penetrante e ardito sguardo nella sapienza creatrice di Dio. Era il più fiero, il più indomabile e non voleva ubbidire a nessun Dio tranne che se stesso.
Gli abitanti del pianeta Luce avevano raggiunto un corpo astrale fisico raggiante e riunivano in perfetta armonia l’eterno maschile e l’eterno femminile ricreando se stessi col processo immortale dell’amore infinito. Avevano l’amore, il raggiare spirituale senza turbamento e senza desiderio di possesso egoista poiché erano totalmente androgini.
Lucifero voleva imitare Dio nell’arte della creazione e indusse molti a desiderarlo. Iniziò così la grande seduzione. Molti si lasciarono sedurre e il desiderio di essere come Dio li spinse a manipolare elementi cosmici nel tentativo di indurli all’obbedienza assoluta.
In verità gli Arcangeli e tutti gli Elohim degli altri pianeti ebbero l’ordine di impedire il pazzesco disegno, ma contro il libero arbitrio non poterono fare nulla poiché un’opera simile avrebbe messo il disordine nella creazione e rotto l’ordine perfetto delle gerarchie divine planetarie. Ma il bene prevalse e Lucifero fu sconfitto.
Il pianeta Luce stava per collassare e doveva essere abbandonato in fretta. Molti riuscirono ad evacuare con cose, animali, cercando riparo sui vicini pianeti compresa la Terra, ma non tutti riuscirono a fuggire. Infine, le pupille di tutte le creature del sistema solare assisterono alla distruzione di una cellula dell’Universo: l’esplosione a forma di croce segnò la fine di miliardi di malloniani.
Il cosmo era stato ferito. In quell’istante tutti i ribelli persero la loro evoluzione spirituale dimenticando la loro angelicità. Su tutti i pianeti avvenne il caos, alcuni rischiarano addirittura di essere spinti fuori dalle loro orbite e sulla Terra avvennero enormi cataclismi. I ribelli che trovarono scampo sulla Terra furono decimati assieme alle loro astronavi in sosta, la morte fisica che gli angeli decaduti non ricordavano più riapparse dinnanzi a loro. Dio aveva tolto a loro la vita eterna e i sopravvissuti iniziarono la lenta discesa nella materia primitiva iniziando quindi a mescolarsi con le razze residenti già trattate geneticamente dagli astrali.
Lucifero approdò sulla Terra ma non prese mai corpo, poiché rimase nella forma energetica per potersi annidare con fine astuzia nella nascente materia dei corpi di coloro che per sua colpa iniziavano la grande discesa verso la materia più densa.
L’esplosione del pianeta Mallona creò enormi disastri nel sistema solare: la Terra, Venere e Marte ricevettero enormi urti, mentre giganteschi macigni del pianeta esploso si diressero verso ogni parte dello spazio siderale.
Fu allora che sul pianeta rosso le strutture vitali del popolo marziano cessarono di essere geneticamente tridimensionali e passarono repentinamente, a causa della grande distruzione, nella quarta dimensione. Mentre milioni e milioni di esseri perivano la coscienza vitale del pianeta programmava la rigenerazione della razza e il conseguente salto qualitativo che quella dura selezione aveva permesso. La distruzione del pianeta Mallona provocò la grande catastrofe che ancora oggi viene ricordata come “Origine” del tipo di evoluzione che la civiltà marziana sta conducendo. Uno dei tre continenti sui quali a quei tempi erano stabilite alcune popolazioni subì la quasi disintegrazione a causa dei meteoriti giunti dallo spazio.
La selezione colpì gli elementi non più adeguati al nuovo ritmo e poté così realizzarsi la nascita di un’elite che determinò la nuova vita in una nuova dimensione. L’olocausto diabolico di una cellula del cosmo distrutta dall’incoscienza e dalla malvagità fu per i marziani, in virtù del supremo equilibrio della legge che ancora oggi venerano, un mezzo di dolore e quindi di purificazione e di ascesa evolutiva.
Per riequilibrare su un piano evoluto più alto l’intera massa del pianeta, furono edificate le due lune di Marte che la nostra scienza ha denominato Deimos e Phobos. Queste svolgono lo stesso compito dei cosmo rigeneratori che sulla Terra sono posti all’interno della grande piramide in Egitto. Nel tempo l’equilibro cosmo gravitazionale si è ristabilito permettendo la lenta e progressiva trasformazione della vita in una dimensione più evoluta: la quarta. Da quel tempo il livello vibratorio delle strutture vitali del pianeta Marte aumentò il suo ritmo fino ad evolvere la materia su un piano invisibile ed intoccabile, impercettibile ai nostri sensi.
In seguito i maestri solari del pianeta Marte attivarono al massimo la potenza di Deimos e Phobos permettendo la trasmutazione genetico-spirituale dell’intera razza marziana. Questo è un evento che dovrà accadere anche sulla Terra, allora i nostri corpi fisici, come accadde alla popolazione marziana, lentamente inizieranno a rendere meno grossolana la propria materialità, realizzando il perfetto equilibro tra materia, energia e spirito. E’ comprensibile quindi che essendo l’esistenza marziana manifesta e vivente in una dimensione superiore, i nostri occhi e le nostre apparecchiature tecnologiche non riescano a scorgere altro che pietre e polvere nella terza dimensione di Marte.
La loro vita non si svolge più da millenni in quella forma tridimensionale, quanto stiamo vedendo, fotografando ed analizzando, comprese le primitive forme di vitalità organica, altro non sono che antichi processi vitali e fisici che ancora stanno seguendo il lento processo di assorbimento dimensionale.
Al tempo della mutazione, Marte rimase sul piano fisico della terza dimensione per mantenere un ponte dimensionale fra l’aspetto fisico del sistema solare e il pianeta. In realtà la vita su Marte oggi si esprime solo nella quarta dimensione e quando saremo vicini alla loro evoluzione potremo assistere alla manifestazione della vita sul pianeta, ed allora scopriremo delle meraviglie lontane da ogni nostra più fervida immaginazione. 
Grandi cambiamenti fisici e chimici stanno avvenendo nell’intero sistema solare ed in tutta la galassia, il nostro sistema planetario si sta preparando ad un’espansione. Ogni pianeta sta subendo un salto qualitativo ed in seguito a questo processo Mercurio orbiterà nell’orbita di Venere (la seconda orbita), Venere orbiterà nell’orbita della Terra (la terza), la Terra orbiterà nell’orbita di Marte (la quarta) e così via. Tutto ciò riguarda solo i pianeti solidi poiché i pianeti gassosi hanno un altro tipo di evoluzione con altre manifestazioni dimensionali.
Marte presto abbandonerà ciò che rimane della sua natura fisica tridimensionale proiettandosi del tutto in una dimensione superiore. Le orbite dunque corrispondono alle dimensioni, per cui ogni pianeta subirà un salto dimensionale con tutto ciò che ne consegue. E’ ovvio quindi che se la Terra passerà alla quarta dimensione e quindi alla quarta orbita, l’umanità dovrà essere in grado di sostenere la nuova frequenza dinamico-astrale, altrimenti non potrà sopravvivere. Coloro che non riusciranno ad identificarsi con la nuova realtà vibratoria non potranno più vivere sulla nuova Terra duadrimensionale e dopo la loro morte fisica si incarneranno su pianeti simili alla Terra, dove potranno continuare la loro evoluzione conducendo le esperienze terrene necessarie. 
I grandi mistici e lo stesso Gesù parlavano spesso di “seconda morte”, fra i tanti, anche San Francesco la descriveva così, come S. Giovanni della Croce.
Nel gruppo enzimatico di un pianeta si manifestano regni minerali, vegetali ed animali, qualcuno potrebbe tornare indietro nell’evoluzione perdendo l’individualità spirituale rientrando a far parte di un’anima collettiva minerale, vegetale od animale con la consapevolezza di essere stati ad un passo dall’angelicità. Infatti se sono “caduti” gli angeli, questo può accadere anche agli uomini. Tutto ciò accade a chi compie azioni o crimini contro la vita o a chi ostacola il procedere degli eventi divini creando inganno ed ignoranza spirituale.
In molte profezie spesso si parla di eventi cosmici che potrebbero mettere in pericolo la vita sulla Terra: comete, asteroidi, ecc. In realtà questi eventi si sono sempre manifestati in concomitanza con la degenerazione dell’umanità, basti ricordare Atlantide che a causa della sua degenerazione fu distrutta da un corpo celeste che la fece sprofondare in un giorno ed una notte, proprio come venne descritto dal filosofo greco Platone.
Molti hanno profetizzato avvenimenti del genere, ma dobbiamo ricordare che nell’era giurassica un asteroide determinò la scomparsa dei dinosauri e lo spostamento orbitale della nostra Terra agevolando il passaggio dal secondo al terzo ciclo evolutivo, quindi dalla seconda alla terza orbita. Questo evento cosmico preparò il terreno alla nascita dell’uomo.
Molte civiltà ci hanno tramandato informazioni riguardanti il nostro futuro. I Maya, civiltà originaria composta da alcune razze scampate alla distruzione di Atlantide, previdero eventi di natura cosmica che l’umanità terrestre avrebbe vissuto in quest’epoca.
Basandosi sulla loro perfetta concezione del tempo e dell’universo, i Maya furono in grado di determinare gli avvenimenti che sarebbero accaduti addirittura 90.000 anni dopo, alcuni dei quali vennero scritti su monumenti che sono ancora in stato di decifrazione e su molti altri che sono già stati decifrati. Secondo i loro calcoli il ciclo che stiamo vivendo attualmente ha avuto inizio il 13 agosto dell’anno 3114 A.C. e finirà il 22 dicembre 2012. Essi affermavano che quando il mondo avrebbe completato questo ciclo sarebbe finito tra disastrose inondazioni, terremoti ed incendi, uno scenario molto simile anche alle profezie dell’Apocalisse. E’ stato obiettato che gli uomini di ogni epoca e di ogni parte del globo hanno un’innata paura del fuoco e delle inondazioni e che quindi profezie di questo tipo non sono altro che la manifestazione di tale paura, ma la scienza ha appurato, con tanto di prove, che qualcosa sta definitivamente per compiersi nel millennio appena iniziato. I primi segni sarebbero comparsi, secondo i calcoli Maya, intorno all’anno 1992, inizio della conclusione del ciclo che durerà vent’anni e che si concluderà sabato 22 dicembre 2012, data secondo la quale l’uomo dovrà essere in grado di rivoluzionare se stesso e di trasformarsi ritrovando l’armonia con il Cosmo, cosciente di esserne parte e di essere parte con il tutto. Tra gli eventi profetizzati dai Maya vi è l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, avvenuta con 33 secondi di ritardo rispetto al tempo stabilito, ma questa profezia fu fatta più di 5000 anni fa, e di profezie ne hanno fatte diverse, alcune molto particolari che riguarderebbero la nostra epoca.
Secondo i Maya quest’eclisse avrebbe dovuto scatenare un’energia utile affinché l’umanità potesse avere più possibilità per prendere coscienza e consapevolezza. Inoltre, e questa è la cosa più importante, quest’eclissi ha gettato un cono d’ombra su alcuni paesi, come previsto dai Maya che sostenevano anche che esso avrebbe indicato all’uomo il proprio conflitto e la propria divisione, soprattutto sull’Inghilterra, ma anche sui Balcani, sul Pakistan e sull’India, terre dove si sarebbero manifestati, più che altrove, paura, odio e distruzione.
In altre parole per evitare il disastro i Maya ci chiedono di fare un salto qualitativo e di attivare una coscienza planetaria che apra la mente molto al di là dei nostri interessi personali.
Dopo aver preso atto delle nostre azioni distruttive dobbiamo ritrovare la capacità di vivere in armonia con gli altri popoli e con l’universo intero ma anche di espanderci nello spazio, in quanto esso è stato creato per l’uomo così da poter apprendere sulla base dell’esperienze personali i segreti della vita di cui noi facciamo parte. La galassia Via Lattea è una spirale di materia ed energia, dove si manifestano contemporaneamente tutte le dimensioni dell’universo. Noi abbiamo consapevolezza della nostra dimensione, non possiamo vedere oltre a quanto i nostri sensi ci fanno percepire e raramente ci fidiamo della nostra percezione e del nostro intuito, che sono i sensi più alti dello Spirito in grado di farci sviluppare i sensi fisici.
Purtroppo il materialismo sfrenato, l’informazione e l’inganno continuo non aiutano a prendere coscienza e a farsi domande che vanno oltre la logica della scienza e della religione. Chi ha la lungimiranza e il coraggio di collegare tra loro la rivelazione profetica, la scoperta scientifica, l’intuizione e l’archeologia scopre una verità completa.  Quando i Maya parlavano dell’Intelligenza Onnicreante dell’unità centrale, chiamata Sole Manassico, usavano il termine “Unab-ku”, che significa l’Uno nel tutto e il tutto nell’Uno, esprimendo il concetto che Dio è in tutto e tutto è in Dio, logica che noi oggi stiamo sperimentando attraverso altri percorsi.
La nostra galassia è una delle più piccole e delle più giovani poiché è molto espansa. Più una galassia è concentrata più essa è evoluta.
Il nostro sistema solare è situato in una zona periferica della galassia e piuttosto distante dal Sole centrale e muovendoci nello spazio noi compiamo attualmente un percorso che ci allontana ancora di più dall’Intelligenza Centrale e quando una civiltà è lontana dalla Luce le tenebre hanno il sopravvento.
Suddividendo il percorso ellittico del nostro sistema solare attorno al Sole Manassico in quattro parti, noi riusciremo a scorgere il giorno galattico composto da: alba, mezzogiorno, sera e notte. Ogni volta che noi siamo vicini all’Intelligenza Centrale, vivendo l’alba o il mezzogiorno galattico godiamo dell’emanazione ravvicinata del Sole centrale che attraverso la sua luce, che è energia evoluzione e amore, trasmette a noi un enorme quantità di informazioni. Di tutto ciò noi dovremmo tenerne conto in quanto prima o poi ci riallontaneremo dalla Luce Centrale e dovremmo usare tutto ciò che avremmo realizzato per non essere travolti di nuovo dalle tenebre, pena la nostra autodistruzione.
Se noi potessimo andare a ritroso nel tempo scopriremmo che tutte le cadute e le distruzioni delle civiltà storiche terrestri, si sono verificate quando il nostro sistema era più distante dal sole centrale da Unab-Ku, come lo chiamavano i Maya.
Ci vogliono 25.625 anni affinché la galassia completi un giro su se stessa, ovvero affinché trascorra un giorno galattico. In questo tempo tutta la materia e l’energia si deve preparare ad un avvicinamento verso l’unità centrale, con l’inequivocabile logica che dovrà necessariamente assorbire e manipolare un nuovo tipo di energia. Noi ci avvicineremo al centro per cui comincerà un nuovo giorno galattico. All’inizio del nuovo giorno, che durerà anch’esso 25.625 anni, tutto ciò che esiste dovrà necessariamente abbracciare la nuova realtà, altrimenti sarà proiettato al di fuori di essa e cioè dovrà aspettare un altro giorno galattico per avvicinarsi nuovamente al salto dell’evoluzione. Per questo noi che siamo ad un passo da questo avvicinamento dovremmo fare tutto ciò che necessario fare e risolvere tutte le nostre situazioni in sospeso di qualsiasi genere esse siano.
I Maya hanno calcolato che in quest’epoca, prima del 2012, un asteroide arriverà sulla Terra e sarà molto dannoso per l’umanità. Forse non tutti sanno che sia l’Inghilterra che gli Stati Uniti hanno pronta una task force con missili atomici sempre pronti a partire per distruggere un’eventuale asteroide.
Sempre secondo i Maya, entro il 22 dicembre 2012, l’umanità dovrà riequilibrarsi alla sua natura rispettando la vita e l’armonia dell’universo. Essi affermano che questo tipo di civiltà dovrà finire per dare spazio ad una civiltà in armonia con la vita dell’universo, allora seguirà una nuova era di pace ed illuminazione. In quel tempo saremo guidati da nuove energie di tipo spirituale che dovremmo essere in gradi di gestire. La nuova era, quella dell’oro, è già cominciata, anche se molti devono ancora toccare il fondo. Chi vuole però ha già gli strumenti a portata di mano per lavorare su di sé ed iniziare un nuovo processo di trasformazione, a noi singolarmente viene solo chiesto questo e non di salvare il mondo.
Nel mese di marzo dell’anno 2005 il fisico e astronomo Scott Imann dello Sweet Bryan College ha fatto un annuncio sorprendente: al centro della nostra galassia Via Lattea, hanno rilevato un segnale intermittente che sembra essere inviato intelligentemente, infatti il segnale consisteva in cinque emissioni radio altamente energetiche di uguale intensità che duravano dieci minuti e coprivano ogni settantasette minuti su un periodo di sette ore in cinque giorni, cioè dal 30 settembre al 1 ottobre 2005. Cosa sono questi strani brontolii emanati dal Sole galattico? Queste sono le grandi forme di energia che la galassia sta espandendo in tutto il suo corpo macrocosmico.
I Maya sapevano esattamente dov’era localizzato nel cielo il centro della galassia, cioè il sole galattico, ed avevano un glifo che lo rappresentava chiamato Unab-Ku, che loro chiamavano la farfalla galattica.
La loro intera cosmologia, i loro calendari, erano talmente precisi che si basavano sull’esistenza e sulla posizione di Unab-Ku e credevano che il futuro di tutto ciò che la galassia contiene dipendesse da ciò che accadeva al suo centro. Nella loro cultura il Sole Manassico della galassia era il Dio supremo ed il più grande creatore che rappresentava la porta ad altre galassie e tutta la coscienza della vita. Una coscienza che, sempre secondo loro, ha organizzato tutta la materia da un disco turbinante in stelle, pianeti e sistemi solari.
Unab-Ku sarebbe il grembo della grande Madre che dà continuamente alla luce nuove stelle e che ha partorito anche il nostro Sole ed il nostro pianeta.
I Maya credevano che il creatore dirigesse ogni cosa che avviene alla nostra galassia dal suo centro, attraverso l’emanazione di esplosioni, di energia di coscienza periodiche. Essi credevano anche che il tempo avesse origine dallo stesso Unab-Ku e fosse da esso controllato. In effetti ogni sistema solare ha il suo tempo.
Oggi gli astronomi hanno scoperto che al centro della nostra galassia c’è un disco turbinante, un grande Sole con al suo centro un buco nero che sta sia riassorbendo che dando alla luce un’infinità di stelle. Gli strani brontolii che sono riscontrati dai nostri scienziati  sono sicuramente connessi alle profezie Maya. Non si può respingere la loro cosmologia poiché essi hanno lasciato prove straordinarie e le loro metodologie di conteggio del tempo danno dei risultati estremamente precisi.
Le loro piramidi, come quella di Chichen-Itza in Messico, sono allineate perfettamente con i solstizi e gli equinozi annuali che sono scanditi dalla precessione dell’asse della Terra mentre essa orbita intorno al Sole. La piramide di Kukulkan, a Chichen-Itza, è un apparato di misurazione del tempo superbo, molto preciso e che non fallisce mai di marcare l’annuale precessione degli equinozi. Millecinquecento anni fa i Maya avevano previsto l’allineamento della Terra, del Sole, dell’ammasso stellare delle Pleiadi e del centro della nostra galassia. Questo evento avverrà alla fine del presente ciclo. Sul calendario Maya il giorno designato come il quarto “Ahau”, il terzo “Kankin” cade il 21 dicembre 2012 e questo stesso giorno segnerà, come lo chiamano loro, “el fin des los tiempos” ovvero la fine di questo tempo (non certo la fine del mondo).
In questo tempo avverrà il ritorno di Kukulcan o Quetzalcoalt. Il 21 dicembre 2012, che coincide con il solstizio invernale, il Sole si posizionerà ad ovest di Cicenisa ed un gioco di ombre e luci proietterà il serpente piumato, Quetzalcoalt, che scende le scale della grande piramide e che ha alla base la testa di un grande serpente scolpita nella roccia.
Il calendario Maya era basato sui cicli del pianeta Venere ed il Dio Kukulcan, che fece loro visita e che viene rappresentato con un casco in testa e con pelle bianca, era chiamato anche il dio della stella del mattino, cioè signore dell’alba come riferisce il suo secondo nome Tlahuizcalpantecuhtli.  Egli giunse dal mare ed insegnò loro la scrittura, la lettura, l’uso del fuoco, la costruzione delle case, l’agricoltura, donò il mais al genere umano e fu l’inventore del famoso calendario cosmico che poi lasciò in eredità ai sacerdoti capi del popolo Maya.  Un dio dalla pelle color bianca, alto e robusto, con grandi occhi, una fronte molto ampia e una folta barba. In seguito fu chiamato con altri nomi ma tutti si riferivano sempre a lui, il grande legislatore, il fondatore di città, colui che sapeva interpretare il calendario sacro. Bisogna dire che l’ultimo imperatore atzeco, Montezuma II, all’inizio credette che lo sbarco di Cortez nel 1519 fosse il ritorno di Quetzacoalt poiché gli assomigliava un po’ in quanto anch’egli era di pelle bianca e aveva una folta barba. Hernan Cortez giocò molto su quella convinzione che gli rese più facile la conquista del Messico.
Le antiche storie raccontano che Quetzacoalt, dopo aver donato infiniti insegnamenti, andò nel regno di Mictlan, il mondo sotterraneo dal quale provengono tutti i grandi iniziati, per creare il “Quinto Mondo”.
Tutte le civiltà antiche e le loro culture parlano di un regno interno dove gli Dei stanno lavorando per la nuova umanità.
Ma torniamo a Chichen-Itza: durante il solstizio invernale del 2012 qualcosa di veramente speciale accadrà. Nel primo pomeriggio, quando il Sole si posizionerà, l’ombra del margine nord-ovest della piramide proietterà uno schema in movimento di luce che unirà ed illuminerà la testa del serpente scolpita alla base della scala. Entro un periodo di trentaquattro minuti il serpente, formato da questo gioco di luce ed ombra, sembrerà scendere verso terra, mentre il Sole lascia ogni gradino, andando da cima a fondo. Quest’effetto combinato creerà un’apparenza visiva del corpo di un serpente piumato che scende verso terra.
Inoltre il 21 dicembre 2012 la coda del serpente proiettato alla sommità della piramide punterà precisamente verso l’ammasso stellare delle Pleiadi. Anche le piramidi di Teotihuacan, che significa “città degli dei”, saranno allineate alle Pleiadi come quelle di Chichen-Itza. Ma non è finita qui, sempre nella stessa data, alle ore 11.11 vi sarà un preciso allineamento del nostro Sole con il Sole galattico. Durante questo allineamento il nostro astro riceverà il battesimo del fuoco, ovvero nuove informazioni genetico-divine per lo sviluppo della vita in una nuova dimensione.
I Maya hanno posto un grande significato a questa data e noi avremo la fortuna di vedere con i nostri occhi cosa realmente accadrà.
Mancano ancora sei anni, ma è vero che già sulla Terra si stanno manifestando eventi e segni che dobbiamo necessariamente considerare. Il numero e la magnitudine delle catastrofi naturali sembrano essere esponenziale aumento.
Gli scienziati hanno rilevato un comportamento irregolare ed estremo del nostro Sole che a sua volta sta avendo forti effetti sull’atmosfera della Terra e conseguenze riscontrabili anche sui pianeti del sistema solare. Probabilmente quelle enormi pulsazioni energetiche riscontrate al centro della nostra galassia sono la causa del cambiamento del tempo e delle energie. Queste esplosioni energetiche che partono da Unab-Ku aumenteranno di numero e d’intensità avvicinandoci al 2012 ? I Maya risponderebbero di sì. Essi hanno affermato che entro questa fatidica data l’umanità sarebbe entrata in un nuovo tempo e che sarebbe incominciata una nuova Era di coscienza elevata. Probabilmente una forte emissione di sconosciuta energia esploderà dal centro del nostro Sole galattico, energia che cambierà progressivamente la natura fisica ed energetica dell’intero sistema solare. Tutto questo fino al ciclo successivo.
Bisogna fare un’ultima considerazione sulle loro profezie: i Maya danno sempre due diverse possibilità, a seconda delle scelte dell’umanità. E’ molto importante sottolineare questo poiché tutto dipende dal nostro comportamento, dalle nostre azioni quotidiane e dalle nostre scelte attuali. L’umanità può ancora correggere la propria rotta e riarmonizzarsi con l’universo, ma se ciò non accadrà il nuovo anno galattico potrebbe iniziare con una nuova famiglia umana in grado di manipolare e sostenere il nuovo livello energetico-vibrazionale..

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenti